Archivi del mese: maggio 2013

Sfoglia il reportage Santa Muerte sulla rivista Loop

Loop Santa Muerte

Clicca qui per visualizzare la rivista Loop N. 15 (ott/nov 2011) e sfogliare il reportage “La Santa Muerte, protettrice del popolo messicano”.

Testo di Fabrizio Lorusso, foto di Giuseppe Spina e Giulia Mazzone

L’intero numero della rivista a questo LINK.

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La Santa Muerte spiegata a Radio 3 Rai

Spiegazione e lettura dall’articolo “Quei dieci milioni di devoti di Santa Muerte”, di Fabrizio Lorusso, L’Unità, p. 42-43 – Sezione cultura del 2 febbraio 2012, all’interno del programma radiofonico Pagina 3 di Radio3. Trasmissione completa: http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-891f5cbc-be1…

Pagina Santa Muerte: http://lamericalatina.net/la-santa-muerte/

CREDITS: a cura di Gianfranco Rossi, in regia Piero Pugliese, in redazione Isabella Carbone

Santa canna mota


Diario Latino: Occhi aperti. La Santa muerte, ora, è anche in Italia

[Segnalazione dal Blog Diario Latino di Alex Giaco] Un libro uscito in Italia a metà febbraio allo scopo di raccontare un culto che nasce dalla fusione di varie credenze folkloristiche locali e tradizioni arrivate in America Latina dai colonizzatori europei. Destinatario: il pubblico italiano che in massima parte non ne sa assolutamente nulla. Milanese di nascita ma da 11 anni a Città del Messico, Fabrizio Lorusso giornalista, docente, blogger è l’autore di Santa Muerte patrona dell’umanitàSanta, Santisima Muerte, la senora, la nina blanca, la nina bonita, la jefa, sono alcuni dei soprannomi dati alla Muerte dai cosiddetti Santamuerteros, i quali allestiscono altarini e piccoli santuari in suo onore. Se ci fosse una capitale di questo culto sarebbe Tepito, un quartiere mercato di Città del Messico con una identità forte e con la Santa come patrona.

In un Messico dove la chiesa cattolica sta perdendo progressivamente fedeli, non si sa con precisione quanti siano i devoti della Santa. Chi dice due, chi dieci milioni. Gli studi affidabili sulla diffusione del culto sono recenti e poco numerosi e c’è chi gli attribuisce origini preispaniche. La morte santificata che diventa folclore, cultura e religione, temuta e amata, venduta e osteggiata, ma pur sempre realtà ineludibile in Messico. Un culto che si sta espandendo verso nord, superando la frontiera con gli U.S.A., contaminando la comunità latina che vi abita. Altari compaiono lungo il muro che separa i due stati, e sui cruscotti dei fuoristrada che percorrono le polverose strade da una parte all’altra della frontiera. Santa Muerte patrona dell’umanità ci spiega questo fenomeno andando oltre i luoghi comuni e cercando di abbracciare aspetti più ampi della cultura latinoamericana. E chissà che nei prossimi giorni non sarà proprio lo stesso autore a parlarcene. Per ora vi lascio con questo video.

Lettera aperta al Cardinal Gianfranco Ravasi sulla Santa Muerte

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LETTERA APERTA AL CARDINAL GIANFRANCO RAVASI E A TUTTE LE AUTORITA’ CATTOLICHE, NONCHE’ A TUTTE QUELLE PERSONE CHE GIUDICANO LA DEVOZIONE ALLA SANTA MUERTE COME UN CULTO SATANICO (di Donato Riccardi – original link)

Rev.mo Cardinal Ravasi,

scrivo questa lettera aperta, indirizzata alla sua rispettabile persona in merito a quanto da lei pronunciato sul culto della Santa Muerte (la Santa Morte) e quindi indirizzata anche a quella parte di cattolici (e non) che non conoscendo questo culto (rispettabile come tutti gli altri) tendono a giudicare e ad imporvi il proprio giudizio con tanto di condanna (che mi ricorda gli scribi e i farisei al tempo di Gesù). Lei definisce il mio culto (mio in quanto totalmente personale e privato, perchè sono devoto di San La Muerte,variante argentina maschile della Santa Muerte) come ” un culto blasfemo, una degenerazione della religione “ . Io personalmente non ci vedo nulla di blasfemo nel riconoscere e venerare una componente cosi naturale ed evidente della natura e dell’universo come la Morte; lo facevano gli indigeni dell’America Latina, prima che i conquistadores spagnoli imponessero con la forza e con tanto sangue versato in nome di Dio, la religione cristiana (cattolica e protestante). Lei definisce queste pratiche «antireligiose», aggiungendo: «La religione celebra la vita, ma qui c’è solo morte. Non basta prendere le forme di una religione perché ci sia religione. In questo mi trova d’accordo e le rendo atto: infatti questa devozione popolare, che nasce dal cuore di milioni di credenti in tutto il mondo, senza imposizioni di nessun tipo, non vuole affatto diventare una religione, con tanto di dogmi, sentenze, condanne,guerre sante e caste gerarchiche con interessi economici e di potere. Da studioso lei sa bene che ogni concetto in natura contiene in se il suo opposto, com’è possibile quindi celebrare la vita, senza riconoscerne il suo termine naturale, stabilito da Dio nella sua onnisapienza attraverso le immutabili leggi della natura?! Lei dice  «La mafia, il traffico di droga e il crimine organizzato non hanno aspetti religiosi, non hanno niente a che vedere con essa, anche se usano l’immagine della Santa Morte».  Io personalmente, come tanti altri devoti, non ho nulla a che vedere con la mafia, la droga, il crimine organizzato a differenza di quella Chiesa di cui lei fa parte (ed anche io visto che sono cattolico battezzato come molti altri devoti della Santa Muerte)  che tanti misteri nasconde e tanti crimini e lotte di potere correlate a personalità dalla dubbia integrità morale. Molti boss mafiosi sono devoti di San Gennaro, Santa Rosalia, San Giuda Taddeo ecc… Eppure questo non significa che la devozione a codesti rispettabili Santi sia un atto di blasfemia; o vogliamo forse soffermarci all’aspetto, un po forte con cui è rappresentata la Morte? Ma cosi facendo non cadremmo nella tanto criticata e combattuta dalla Chiesa Cattolica, cultura dell’immagine?! Le ricordo inoltre che tantissime altre devozioni popolari in seno alla chiesa cattolica sono impregnate di stregoneria o magia popolare (basti pensare ai legamenti d’amore di Santa Marta o Sant’Antonio). E questo è dovuto, oltre al naturale sincretismo culturale e religioso, sopratutto all’imposizione della religione cristiana, da parte del potere economico,politico e religioso occidentale, verso i paesi conquistati (gli ultimi e i poveri amati da Gesù, ma non tanto dalla chiesa), approfittando della povertà e della mancanza di istruzione per fare vero e proprio colonialismo religioso. Cardinal Ravasi lei è una persona intelligente che stimo moltissimo, da cui non mi aspettavo delle accuse cosi pesanti ed infondate su una devozione che in verità non fa male a nessuno, ma che aiuta tante persone oneste e sincere ad andare avanti nella vita e che come tutte le credenze contribuisce alla crescita personale e spirituale di ogni singolo individuo che “liberamente” sceglie di aderirvi. Ma non è che forse il vero dato preoccupante per Lei e la casta religiosa dei vertici vaticani è il numero di devoti in continuo aumento che preferiscono la devozione popolare al formalismo religioso ?! Con questo la saluto e la invito a studiare meglio e toccare con mano i fenomeni religiosi che nascono e si evolvono in risposta a quello che la chiesa cattolica forse non riesce a dare più alle persone.

Con sincero affetto.

Donato Riccardi

san la muerte


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