Santa Muerte (aggiornamenti e nuovi link 2013)

Santa_Muerte_Cuarts

Alcuni link e aggiornamenti dal continente americano sul culto alla Niña Blanca e alcuni suoi aspetti poco noti; la maggior parte della bibliografia è in spagnolo o in inglese…

Il culto alla Santa Muerte – Buon articolo del febbraio 2013 LINK

Il culto alla Santissima Muerte cresce negli USA – articolo giornalistico LINK

Cimiteri di Mexico City (“Le pestilenziali ville della morte”) LINK

Il Museo della Muerte in un cimitero di Merida LINK

Templo Santa Muerte (sviluppi collaterali e imprevisti intorno ad una Santa popolare trasformata in feticcio) LINK

Storia e Santa Muerte – Articolo su Idolatrie ed eresie nel Messico coloniale LINK

Discussioni contro la Santa che impersonificherebbe il male LINK

Pistoleri, giorno dei morti, festeggiamenti e mistificazione del culto alla Santa Muerte (le soite notizie scandalistiche) LINK

Santa Muerte, Messico: abbiamo un problema. Eredità del Comandante Pantera… LINK

Narco-corridos nei cimiteri a Sinaloa. Vivere la morte. Lo Stato proibisce questa pratica. LINK

Cultura materiale, magia e Santa Muerte nei cimiteri della megalopoli  LINK

Tipico esempio di dibattito sulla Santa @Taringa (in spagnolo) LINK

Culto alla Santa in un cimitero di Zacatecas LINK

Chi aderisce e chi si separa dal culto alla Santissima LINK

Curso sulla morte di Jatia Perdigón e la riscoperta delle origini coloniali della Santa Muerte LINK all’articolo stampa.

Flores-Martos PDF –  LINK – Trasformismi e giorno dei morti

“Los mexicanos poseen una relación muy cercana con la muerte”. He
escuchado esta frase cientos de veces, en los contextos más variados,
pronunciada con los más diversos acentos, sorprendido de que se nos
considere universalmente como una raza de médiums o profanadores
de tumbas. Además de las pirámides, los sombreros de charro, los
mariachis, el tequila y el chile, a los mexicanos se nos asocia
invariablemente con los cementerios invadidos por el tono anaranjado
de las flores de cempasúchil, los altares tapizados con papel picado, el
pan de muerto –un bizcocho azucarado adornado con semiesferas que

recuerdan vagamente las terminaciones de los fémures y que, por

fortuna, no incluye entre sus ingredientes ninguna porción arrancada a
los cadáveres–, las ofrendas de frutas y mole, las calaveras de azúcar –
diligentemente provistas con tu nombre- y los irreverentes grabados
de José Guadalupe Posada. No es casual, tampoco que el poema que el
poema más importante de la literatura mexicana del siglo XX se titule
“Muerte sin fin” ni que Pedro Páramo, una obra literalmente habitada
por los muertos, sea nuestra novela más característica”. (Jorge Volpi,
2001, “Qué solos se quedan los muertos”).

In chiusura una salsa dedicata alla Santa Muerte con una serie fotografica “tributo”.

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Informazioni su Fabrizio Lorusso

Giornalista frelance e docente universitario latinoamericanista Vedi tutti gli articoli di Fabrizio Lorusso

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