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Santa Muerte Patrona e Haiti allo Sherwood Festival

Giovedi 27 giugno 2013, a Sherwood Festival, non abbiamo smesso di stupirvi.

A partire dall’ intervista a Fabrizio Lorusso, autore dei diari-reportage Santa Muerte Patrona dell’Umanità (ed. Stampa Alternativa, 2013) e e di Le macerie di Haiti (di Romina Vinci e Fabrizio Lorusso, L’erudita, 2012), viaggiamo fra culture diverse, alla scoperta di nuovi mondi, dal Messico ai Caraibi andata e ritorno. (Qui Link al post originale con foto e video).

Sherwood Ivan Fabrizio WEB TV

Ci siamo trasferiti in second stage, ad ascoltare i Sycamore Age, un progetto giovanissimo che nasce all’inizio del 2010 dall’incontro tra Stefano Santoni(produttore artistico) e Francesco Chimenti. La musica dei Sycamore Age è in cerca di spiriti liberi da corrompere. Connetti su http://www.globalproject.info/

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Evento casetta rossa

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Sfoglia il reportage Santa Muerte sulla rivista Loop

Loop Santa Muerte

Clicca qui per visualizzare la rivista Loop N. 15 (ott/nov 2011) e sfogliare il reportage “La Santa Muerte, protettrice del popolo messicano”.

Testo di Fabrizio Lorusso, foto di Giuseppe Spina e Giulia Mazzone

L’intero numero della rivista a questo LINK.

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More information http://www.frameoff.it


La bambina più bella del mondo? Santa Muerte

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Secondo i devoti della messicana Santissima Muerte, da non confondere con le famose celebrazioni dell’uno e due novembre per il Giorno dei Morti cattolico, la figura scheletrica della morte, oggetto di devozione dagli Usa all’Argentina, è una Santa a tutti gli effetti e viene chiamata con affetto Niña Hermosa o Bonita, cioè Bambina Bella o Carina. Il riferimento del titolo non è quindi alla bimba di rosa vestita con il fiorellino bianco in mano ma a quella nera che, invece, è una statua della Santa Muerte, altresì conosciuta come Niña Blanca (Bambina Bianca). Non è un paradosso. Infatti, questa santa popolare non solo è “bella” ma anche “bianca”, dato il colore osseo che possiede in tutte le sue raffigurazioni: sotto il saio da francescano e il cappuccio c’è il bianco scheletro, elemento comune all’umanità intera. Ricchi e poveri, donne, uomini, buoni e cattivi sono tutti uguali di fronte alla morte e sotto la tunica, insomma, c’è un destino comune e democratico che colpisce il mondo dei vivi, senza discriminare mai nessumo. Il libro Santa Muerte Patrona qui.


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