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Santa Muerte alla libreria Les Mots di Milano

les mots

Presentazione di Santa Muerte Patrona dell’Umanità

DOVE: Libreria Les Mots, Via Carmagnola angolo Via Pepe, Milano

CHI: con Fabrizio Lorusso (autore) e gli amici librai
QUANDO: 15 gennaio, 2014 @ 18:30 – 20:00

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Santa Muerte Patrona dell’Umanità. Una presentazione scritta.

Revista devocionDal blog della casa editrice Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri una breve presentazione del culto e del libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità. Santa popolare o setta satanica? Madonna delle mafie e dei narcos messicani o protettrice dei più deboli e dei dimenticati? Un culto ancestrale di origine azteca oppure un feticcio commerciale 2.0? Tante sono state le accuse e tanti i falsi miti diffusi in questi anni che ancora oggi la Santa Muerte risulta un fenomeno sfumato e incompreso (link al suo blog).

Due, forse 5 o 10 milioni sono i devoti del culto che più preoccupa la Chiesa in America. La chiamano Niña Bianca o Bonita (Bimba Bianca o Carina), Patrona, Flaquita (Magrolina) o Hermosa (Bella), ma resta sempre Lei, la Morte scarnificata con il saio francescano indosso, la falce e il mondo tra le mani ed il fedele gufo ad accompagnarla. Lei ti protegge, ma prima o poi ti porta via. E’ democratica perché non fa distinzioni tra ricchi e poveri. E’ potente perché l’ha creata Dio, ma sta sopra ai santi e a tutti i comuni mortali.

Dal Messico agli USA, dalla Spagna all’Argentina, una Santa controversa e miracolosa sta conquistando le anime della gente dopo secoli di clandestinità e un decennio di invasioni mediatiche su TV, giornali e internet. Da santa border line a icona globale grazie al web: la Muerte messicana, inesorabile, assume ogni giorno nuove forme e arriva a penetrare le subculture giovanili e l’immaginario del narcotraffico, la cosiddetta narcocultura. Ma le sue origini e la sua storia hanno più a che vedere con le forme di sincretismo e di resistenza popolare all’imposizione religiosa e culturale dei conquistadores spagnoli che con le mistificazioni strumentali della stampa messicana ed estera.

SantaMuertePatrona_copertinamezzaE attenzione, non bisogna confondere la Santísima con la tipica Calavera, con i teschi e le figurine della morte del disegnatore Guadalupe Posada, né con il tradizionale Día de muertos (Giorno dei morti) cattolico che in Messico, grazie all’assimilazione controllata di elementi delle culture indigene e alle politiche di Stato, è diventato Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e ineguagliabile attrazione turistica. Questa è la morte addomesticata.

Qui, invece, parliamo della Patrona dell’Umanità che non è un patrimonio di pochi, ma una devozione popolare dalle mille sfaccettature che non si lascia inquadrare e cooptare negli schemi classici. Parliamo della Signora di Tepito, il barrio (quartiere) slum e il mercato a cielo aperto più famoso dell’America Latina dove la dignità non si vende, però la vita e la morte vanno a braccetto, in un’eterna sfida tra comari.

Quando la morte si fa presente nella società, sconvolta da oltre 80mila morti in 6 anni per la guerra ai cartelli dei narcos, ecco che anche il suo culto ritorna. Forse importata dall’Europa durante la conquista spagnola, contaminata dalle tradizioni afro-cubane della santería e dall’anima postmoderna e caotica dei quartieri marginali di Città del Messico, la morte santificata è folclore, cultura, religione, storia e politica. E’ il Messico profondo sperduto nell’apocalittica globalizzazione. Lei è temuta e amata, venduta e osteggiata, è testarda e vendicativa, salvatrice e viziosa, ma resta sempre la Patrona dell’umanità che ci porterà via tutti. Ed in Messico è già Santa. Fabrizio Lorusso.


La Santa Muerte @FES_ACATLAN México City

fes italianofes acatlan

Il libro Santa Muerte Patrona dell’Umanità è sbarcato in Messico grazie a un espresso Fed Ex dall’Italia (e alla buona volontà e rapidità del team di Stampa Alternativa) in data 8 febbraio 2013. Da Coyoacán, Città del Messico, ha volato fino a Nord, nell’Estado de México a Naucalpan.

Presso la FES ACATLAN, un distaccamento periferico dell’immensa (300mila studenti…) Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM), c’è stata la prima presentazione ufficiale in terra azteca. Io e Alfonso Hernández (da Tepito) siamo stati “ospitati” per qualche ora dal Dipartimento di Lingua Italiana della FES durante le Jornadas Pedagógicas annuali. Non ho foto dell’evento ma un buon ricordo che condivido in questo breve post.

Buena Onda, evento ricco di interesse e domane del pubblico. Alfonso non ha risparmiato nessuno coi suoi albures (doppi sensi messicani finissimi) e la presentazione delle numerose attività culturali del barrio. Un grazie a Andrea Alì, coordinatore del dipartimento di lingua italiana, ad Alfonso HDZ e Diego L., per l’indomabile partecipazione e il supporto tecnico-morale, e al pubblico mattutino e agguerrito. Ecco i datidell’evento: LINK.


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