Santa Muerte Patrona dell’Umanità a Mahahual – Cruzando Fronteras (nota 4)

¡Que viva Mexico!
Nel villaggio ecoturistico Mahahual va in scena il Festival Cruzando Fronteras. Tra gli ospiti, Pino Cacucci con il suo nuovo libro
Sulla penisola dello Yucatàn, si trova Quintana Roo, uno dei 31 Stati del México conosciuto in tutto il mondo per le spiagge di Playa del Carmen, Cancún, Tulúm. Scendendo lungo la costa, a due passi dal Belize, compare, meno noto, Mahahual, villaggio ecoturistico che conta duemila abitanti, per lo più pescatori. Qui è in corso dal 1° marzo il Festival Internacional “Cruzando Fronteras”, nato per far incontrare la cultura méxicana con quella italiana. Alla seconda edizione, si concluderà l’8 questa “fiesta” concepita dalla Fundación Mahahual, il cui presidente è Luciano Consoli, italiano qua giunto più di sette anni fa: innamoratosene, è rimasto. Nella volontà di promuovere l’arte in tutte le sue sfaccettature, ha visto partecipare il celebre regista méxicano Guillermo Arriaga; e il nostro Pino Cacucci, scrittore e sceneggiatore, tra i motori propulsivi di “Cruzando Fronteras”.
Questo luogo, immerso nella natura, si affaccia sul Banco Chinchorro, l’atollo corallino maggiore del México, secondo più grande del mondo, che lo rende, assieme alla Riserva della Biosfera di Sian Ka’an (“Porta del Cielo” in maya), un paradiso terrestre. Che però grida “Aiuto!”, come segnala lo stesso Consoli. Al largo di Mahahual, si trova quello che ha dato il titolo al documentario di Angela Sun, surfista, subacquea e amante dell’oceano:Plastic Paradise: The Great Pacific Garbage Patch. La Sun sta facendo il giro del mondo per far conoscere e combattere l’isola di Plastica del Pacifico, scoperta nel 1997, ma nata da almeno quarant’anni. Le correnti marine arrivano alla Costa Maya cariche di immondizia proveniente da tutto il pianeta, con ospiti inquinanti del tutto sorprendenti: nel 2013 si trovò addirittura parte di un propulsore della NASA…
Lotta che appartiene a Cruzando Fronteras, tanto da lanciare quest’anno una chiamata a pittori, muralisti e scultori per trasformare il villaggio in un museo a cielo aperto, e realizzare monumenti e sculture con materiali riciclati da quel mare, con l’argentina Sabrina Coco tra gli artefici. Tutto questo, come dichiara Consoli, “per aiutare a formare una coscienza dell’ecosistema, e rendere nota la condizione in cui versa questo pueblo ecoturistico méxicano”, che conta 100 tonnellate di immondizia, tra plastica, vetro e alluminio, che si raccolgono ogni anno nelle sue acque. Compagni di viaggio quest’anno di nuovo Pino Cacucci, che presenterà in anteprima mondiale il libro Mahahual, un paraíso no reciclable; Fabrizio Lorusso, giornalista e ricercatore italiano da anni in México, autore del libro Santa Muerte e tra i moderatori degli incontri; Nicola Raggi, direttore della fotografia di Foligno emigrato ormai da anni a New York, chiamato a condurre un corso di cinema e a realizzare un documentario su questi luoghi. Il desiderio di Consoli? “Le persone vengano al festival, si innamorino di Mahahual e siano messaggeri del progetto di cura ambientale e di una vita senza confini”. Da LINK cinematografo 
e MTV
Giacomo d’Alelio
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Informazioni su Fabrizio Lorusso

Giornalista frelance e docente universitario latinoamericanista Vedi tutti gli articoli di Fabrizio Lorusso

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